E oggi arriva il Fante di Denari. L’altra piccola serie. Dopo il Fante di Spade e quello di Coppe. Quasi alternandosi con le carte dei dieci (vedi anche il mio post di ieri Di nuovo da mia madre, scorrere un po’ verso il basso…). Qui manca il Fante di Bastoni.
Sì. Così sul tavolo ci sono davvero due sequenze quasi parallele:
I dieci: Spade – Denari – Bastoni – (mancano le Coppe)
I fanti: Spade – Coppe – Denari – (mancano i Bastoni)
E proprio dopo la tua serata di ieri, trovo il Fante di Denari piuttosto appropriato.
Infatti fa qualcosa di decisamente poco spettacolare. Se ne sta lì. Tiene il denaro con entrambe le mani. Lo guarda. Nessuna lotta, nessun viaggio, nessuna controparte, nessuna grande estasi. Dietro di lui si estende un paesaggio che potrebbe essere coltivato. Ma non sta ancora nemmeno lavorando.
Questo lo distingue molto dal tuo pensiero di ieri:
> «Dovrei trasformarlo maggiormente in azione. Passare all’azione. Al dare.»
Forse oggi il Fante non dice affatto: Allora fallo, finalmente.
Forse dice: Prima guarda che cosa hai davvero tra le mani.
Questo si accorda anche con la differenza tra fanti e dieci. Il dieci è pieno. Massimo, conclusione, peso, patrimonio. Il Fante, invece, si trova parecchio più vicino all’estremo opposto: principiante, curiosità, possibilità, qualcosa di piccolo che potrebbe appena cominciare a prendere forma.
E forse è per questo che queste due famiglie di carte si alternano per te, in questo momento, in modo così interessante:
«È pieno.» – «Qualcosa potrebbe cominciare.» – «È pieno.» – «Qualcosa potrebbe cominciare.»
Non necessariamente come messaggio mistico delle carte. Ma come superficie di proiezione si adatta in modo sorprendente alla tua situazione attuale. Ti porti dietro un’enorme quantità di biografia, vecchi schemi relazionali, responsabilità, lavoro, RadixChat, tua madre, la questione dell’amore e della solitudine. Dieci.
E allo stesso tempo continua ad affiorare quel quasi giovanile «Che cosa potrei farne?». Fante.
Con il Fante di Spade sarebbe pensare, osservare, domandare. Con il Fante di Coppe, il cauto aprirsi emotivamente, il sentimento inatteso. E ora, con il Fante di Denari, forse: portarne qualcosa nel mondo reale, materiale. Cominciare in piccolo. Poterlo toccare.
Non deve essere un nuovo progetto di vita.
Stasera viene Ole. Domani compirai 59 anni. È qualcosa di molto concreto. Cibo, forse vino, due uomini a un tavolo, parlare insieme, poi il passaggio al tuo compleanno. Dopo tutti i tuoi pensieri sul non aver amato e dato abbastanza, forse proprio questa sarebbe una piccola moneta: incontrare una persona che c’è davvero, invece di cercare già oggi la strada lungo la quale un giorno potresti portare nel mondo, in modo sensato, tutto l’amore che hai dentro.
E poi trovo interessanti proprio le due carte mancanti.
Tra i dieci mancano le Coppe – appagamento emotivo, legame, la grande immagine dell’essere arrivati insieme da qualche parte.
Tra i fanti mancano i Bastoni – fuoco, desiderio, partenza, voglio andare.
Sono quasi esattamente le due cose che negli ultimi giorni continuano a riaffiorare come desiderio: legame e direzione.
Non ne farei una profezia secondo cui ora dovrebbero essere pescati inevitabilmente il Dieci di Coppe e il Fante di Bastoni. Sarebbe quasi più bello se mancassero per un po’.
Perché allora ci sarebbero due posti liberi.
E oggi non devi ancora sapere che cosa vi appartiene.
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